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INCESTO, ATTO D’AMORE?

 

Nel film Rain man un adulto autistico viene baciato sulla bocca dalla fidanzata del fratello che intende in tal modo “sondare” le reazioni del quasi cognato.

«Umido» è lo sconcertante commento dell’oggetto dell’esperimento. Dunque le persone disabili sono prive di pulsioni sessuali? Può capitare. Ma il più delle volte tali soggetti manifestano esigenze affettive e sessuali di intensità pari a quelle dei normodotati. In molti casi la soluzione più “comoda” da parte di chi si cura degli handicappati consiste nel sedarli con massicce dosi di psicofarmaci. In altri casi si cercano “professioniste”. Tale “terapia” viene illustrata in film come Si può fare e Il figlio della luna.

Gianluca Nicoletti, autore del saggio autobiografico Una notte ho sognato che parlavi (Mondadori 2013), così si esprime: «Ce ne andremo assieme a far bisboccia e troveremo l’operatrice gentile che si occuperà di lui: massaggiatrice orientale? Estetista nazionale? Rilassatrice specializzata? Ci sarà pure una maniera per far star bene anche Tommy (il figlio autistico ndr) senza che nessuno si senta merce sfruttata ma professionista del benessere. Come una pedicure, una visagista, o una fisioterapista, che fa passare il colpo della strega. Mi potrò inventare un modo per far scopare mio figlio che non ricordi il turpe tempo del casino o le scorribande da tristi puttanieri di provincia?». In alcuni film, come Senza pelle, Patch Adams, Si può fare, vengono presentati casi in cui una donna, mossa da pietà, decide di “accontentare” sessualmente un malato mentale. Le conseguenze sono devastanti e tutto finisce in tragedia. Non si può fare l’amore solo per compassione, specie con un disabile.

Nel testo citato si presenta, sia pure di sfuggita, un’altra possibilità. In un convegno sull’autismo «era previsto un workshop dedicato alla sessualità degli adolescenti. Alle persone che avevano chiesto di seguirlo, la relatrice, con molto imbarazzo, disse che in Italia di quell’argomento non poteva parlare: avrebbe rischiato una denuncia per qualcosa tipo “istigazione ad atti sessuali su minorenne” o roba simile…Più di un educatore accenna a mezza bocca a fosche vicende ricorrenti di mamme “amanuensi” votate al martirio, che si immolano per alleviare le compressioni inguinali di figliuoli disabili. Tutti sanno, ma nessuno ne parla apertamente».

Ho compiuto una breve inchiesta presso una persona che si occupa di ogni disabilità. Mi ha assicurato che ci sono anche mamme che, mosse da un grande amore, fanno sesso completo coi loro infelici figli. Devo dire che il pensiero suscita in me un istintivo rifiuto. Ma un rifiuto simile provo al pensiero di ragazzi e adulti drogati per tutta la vita da potenti psicofarmaci. E rischiosa si presenta pure l’ipotesi di ricorrere, come regola, a “professioniste”. Il semplice rapporto sessuale non esaurisce la carica erotica che si instaura tra un uomo e una donna, anche in individui colpiti da gravi handicap. E se il disabile si innamorasse di queste “gentili operatrici”? In una situazione di totale innaturalità, fino a che punto si può distinguere tra atti naturali o contro natura?

Dario Oitana

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