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A volte non ci accorgiamo di vivere un momento storico, come è stato il 22 gennaio: è entrato in vigore il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari (TPNW). Costruire e possedere armi nucleari è diventato illegale nel mondo: anche il semplice possederle. Dal 1945, i movimenti per la pace negano ogni senso morale, razionale e politico all'arma stragista per eccellenza. «L'atomica non è uno strumento» (Günther Anders). Nella Pacem in terris, 1963, Giovanni XXIII scriveva: «Pensare che nell'era atomica la guerra possa essere utilizzata come strumento di giustizia, è alienum a ratione», è fuor di ragione, è follia. La condizione atomica, col rischio incombente, e l'errore sempre possibile, rende irrazionale e immorale ogni guerra, perché ogni guerra può diventare strage atomica: ogni guerra, anche iniziata come guerra convenzionale. E oggi molte guerre sono in corso: «guerra mondiale a pezzi», come dice papa Francesco.

Immanuel Kant scriveva nel 1795: «Una guerra di sterminio, in cui ha luogo la distruzione delle due parti ad un tempo [e noi sappiamo che la guerra nuclare fa strage con conseguenze su tutti i popoli] e con esse di ogni diritto, non farebbe posto alla pace perpetua, se non nel grande cimitero dell'umanità. Una simile guerra pertanto, e con essa l'uso dei mezzi che vi conducono, dev'essere assolutamente vietata». Kant parla, senza saperlo, con anticipo di 150 anni, della guerra atomica e afferma che la ragione vieta anche solo il predisporne la possibilità. Non solo l'uso, ma il possesso e la fabbricazione di armi di sterminio sono vietate dalla ragione. Quando, nel 1986, la quantità di ordigni nucleari toccò il numero di 69.000, valeva la teoria della «distruzione mutua assicurata» (Mad, che vuol dire anche matto). La de-terrenza («potere di distogliere da un’azione minacciando una rappresaglia», Treccani) vorrebbe trattenere l'avversario dall'uso, ma logicamente non c'è vera deterrenza se non c'è la determinazione all'uso, se non c'è minaccia. Così il minacciato si fa minaccioso. La sicurezza che diventa minaccia reciproca non assicura nessuno. «L'unica mossa vincente è non giocare» (nel film Wargames). L'unica sicurezza mia è la sicurezza tua.

Il 6 agosto 2020 papa Francesco ha ripetuto quanto disse a Hiroshima, nel 2019: «L'uso dell'energia atomica per scopi bellici è immorale, così come è immorale il possesso di armi nucleari». E scriveva alla Conferenza dell'Onu per la probizione delle armi nucleari: «L'obiettivo finale dell'eliminazione totale delle armi nucleari diventa sia una sfida sia un imperativo morale e umanitario» (vedi Fratelli tutti, n. 262). Quella conferenza il 7 luglio 2017 votò tale proibizione, la cui entrata in vigore era soggetta alla ratifica da parte di almeno cinquanta stati, che si è raggiunta nell'ottobre 2020, con effetto appunto il 22 gennaio.

In siti Usa su territorio italiano, Ghedi e Aviano, a spese nostre, sono stoccate venti bombe nucleari sub-strategiche. L'Italia, legata alla Nato, non aderisce al Trattato TPNW. Dal 2017 i movimenti per la pace italiani, ora collegati nella Rete italiana pace e disarmo (RIPD), insistono nella richiesta "Italia ripensaci", volendo l'adesione del nostro paese al trattato ora entrato in vigore. La Nato ritiene che sia sufficiente il precedente trattato di non proliferazione (in vigore dal 1970), durante il quale il nucleare ha proliferato. Dopo la fine della guerra fredda, si ridusse relativamente il numero degli ordigni nucleari, ma crebbe il numero di paesi in grado di produrre o già dotati della bomba atomica. In realtà, le potenze atomiche non accettano la legge universale, ora patto internazionale obbligante, perché non intendono rinunciare alla loro capacità distruttiva e dominante.

Oltre il bellicismo statale-locale, la pace planetaria è ancora impedita dall'idea che la morte minacciata a te assicuri la vita a me. Ma una cultura del disarmo crescente e condiviso, sia pure graduale, si fa strada nelle intelligenze odierne. Il nostro mito di grande valore, la democrazia, vuol dire discussione razionale disarmata. Il disarmo completo è l'obiettivo della civilizzazione umana. Un piccolo passo bello: il governo italiano, durante la crisi, ha revocato le esportazioni di armi verso Arabia saudita ed Emirati, che dal 2015 bombardano lo Yemen: esportazioni decise dal governo Renzi, violando la legge 185/1990 (non vendere armi ai paesi in guerra e violatori di diritti umani), legge ora applicata per la prima volta!

Meritoria sarà una politica che abbia il coraggio di abbassare la spada, sfidando l'avversario a fare lo stesso. Il giudizio morale dell'umanità saprà alla lunga vedere chi è davvero creativo di vita e di risorse vitali per tutti. Come chiedeva Kant, una istituzione cosmopolitica obbligante e giudicante, non imperiale, ma federale, è necessaria e, speriamo, in gestazione (www.costituenteterra.it).


 
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