il foglio 
Mappa | 34 utenti on line


 Login
   
    
 Ricordati di me

  menu
 ::  editoriali
 ::  bibbia
 ::  chiesa
 ::  documenti
 ::  etica
 ::  filosofia
 ::  il foglio-lettere
 ::  mondo
 ::  pace-nonviolenza
 ::  poesia
 ::  politica
 ::  recensioni
 ::  scienza
 ::  società
 ::  storia
 ::  teologia
 ::  zibaldone
 :: home
 :: indici analitici
 :: solo online

 Ricerca
  

 in libreria

Enrico Peyretti

Il diritto di non uccidere

IL MARGINE


Conversazioni di

Giuseppe Barbaglio e

Aldo Bodrato

QUALE STORIA A  PARTIRE DA GESU'?

ESODO Sevitium


Aldo Bodrato

L'avventura della Parola

Affatà Editrice


Enrico Peyretti

Dialoghi con Nortberto Bobbio 

Claudiana


Enrico Peyretti

Il bene della pace. La via della nonviolenza

Cittadella


Enrico Peyretti

Elogio della gratitudine

Cittadella


  recensioni
 490 - A trent’anni dalla morte

 

Il Tutto e il Nulla di Turoldo

Sempre sul ciglio di due abissi / tu devi camminare e non sapere / quale seduzione, / se del Nulla o del Tutto, / ci abbatterà...

Questo componimento, sotto il titolo Ultima lapide, apriva nel 1987 il volume Il grande male di David Maria Turoldo e confluiva l'anno successivo nella più vasta antologia del poeta (O sensi miei... Poesie 1948-1988), cui contribuivano con due note introduttive e una postfazione Andrea Zanzotto, Luciano Erba e Giorgio Luzzi. Era proprio Luciano Erba a segnalare nell’autore friulano – frate dei Servi di Maria ‒ «una disincantata e diretta percezione del Tutto e del suo contrario» e un'incessante «lotta con l'angelo del Nulla», che richiama l'episodio biblico della scala di Giacobbe e le pagine più inquietanti dell'Apocalisse, evocata dal titolo di un'altra raccolta turoldiana, Il sesto angelo.

«Viandante metafisico» lo definiva l'amico scrittore Luigi Santucci, mentre per Ungaretti i suoi versi scaturivano «da macerazione per l'assenza-presenza dell'Eterno»; e in effetti l'ermetismo di Ungaretti ‒ non meno dell'espressionismo di Rebora ‒ risuona in molti testi di Turoldo, sospesi tra smarrimenti e domande:

Mai di te sapremo: / o Suono / o Silenzio / o Parola / che tu sia (Mai di te).

Forse questa è l'ora / in cui non esistiamo / emigrati dal tempo (Sera di Ferragosto).

È rotta per sempre / la comunione / con la natura profonda? (Era quella).

Ma c'è anche altro, nelle pagine come nella vita di padre Turoldo: dapprima militante nella Resistenza (quando fondò a Milano il giornale clandestino L'uomo) e impegnato nel progetto utopico di Nomadelfia, poi "coscienza inquieta" della Chiesa conciliare e voce profetica, pronta a gridare la propria denuncia contro ogni sopruso. È evidente la consonanza con la grande poesia civile del Novecento, di matrice specialmente latinoamericana: dal Canto generale di Neruda al Canto cosmico del nicaraguense Ernesto Cardenal, esponente della teologia della liberazione (cui Turoldo affiancava una teologia della speranza: Se la disperazione è totale, totale dev'essere la speranza, perché soltanto dal contatto tra estremi può scoccare la scintilla): dove la poesia sale sulle barricate a rompere le nuove catene / in questo infinito Egitto del mondo: / oceano di gemiti e pianto di schiavi / sotto imperiosi terrori (Vogliamo ancora profeti).

Finché i toni si smorzano e la meditazione esistenziale torna a prevalere ‒ ma ancora più strettamente associata a un sentimento di universale fratellanza ‒ nel testamento spirituale dei Canti ultimi, scritti durante la malattia, di cui restano emblematici questi versi: Fratello ateo, / nobilmente pensoso, / alla ricerca di un Dio / che io non so darti, / attraversiamo insieme il deserto. / Di deserto in deserto andiamo oltre / la foresta delle fedi, liberi e nudi / verso il nudo Essere e là, / dove la parola muore, / abbia fine il nostro cammino.

Giovanni Pagliero

 Stampa Invia ad un amico Dai la tua opinione

 
 il foglio
 ::  presentazione
 ::  redazione
 ::  abbonamento
 ::  contatti
 ::  link
 :: archivio storico [parziale]

 avviso agli abbonati

Ci risulta che alcuni abbonati non ricevono a tempo debito, o non del tutto, la copia del nostro periodico. Ce ne scusiamo precisando che tale situazione non dipende da un nostro difetto bensì dal disservizio delle Poste.


 web partner

gli anni di carta

 Il Corriere di Tunisi

Aldo Bodrato

Enrico Peyretti

Delfino M. Rosso

 


 Numeri recenti
 :: 490 - A trent’anni dalla morte 
 :: 481 - LIBRI 
 :: 464 - Il monaco della libertà 
 :: 436 - Il paese dove tutti si chiamano Mazzarello 
 :: 435 - METTERE VITA NELLA MORTE 
 :: 430 - Lavorare bene su Manzoni, per lavorare anche all’ente turismo 
 :: 426 - LIBRI 
 :: 400 - LIBRI 
 :: 393 - UN LIBRO PER DIVULGARE VERITÀ ANGOSCIANTI 
 :: 385 - La morte al cinema / 2 
 :: 384 - La morte al cinema / 1 
 :: 374 - LIBRI 
 :: 376 - CINEMA 
 :: 370 - Il Vangelo secondo Silvano Fausti 
 :: 368 - Irène Némirovsky 
 :: 363 - Il mistero nelle piccole cose 
 :: 357 - LIBRI 
 :: 352 - Un libro da discutere / 1  
 :: 351 - LIBRI 
 :: 342 - UNO SPETTACOLO A TUNISI 
 :: 339 - LIBRI 

copyright © 2005 il foglio - ideazione e realizzazione delfino maria rosso - powered by fullxml