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Enrico Peyretti

Il diritto di non uccidere

IL MARGINE


Conversazioni di

Giuseppe Barbaglio e

Aldo Bodrato

QUALE STORIA A  PARTIRE DA GESU'?

ESODO Sevitium


Aldo Bodrato

L'avventura della Parola

Affatà Editrice


Enrico Peyretti

Dialoghi con Nortberto Bobbio 

Claudiana


Enrico Peyretti

Il bene della pace. La via della nonviolenza

Cittadella


Enrico Peyretti

Elogio della gratitudine

Cittadella


  storia

 381 - L’esperienza «democratica» degli Escartoun

 

Prima della Rivoluzione

 

Correva l’anno 1343 quando, il 29 maggio, regnante il papa avignonese ClementeVI, tra Umberto II (delfino di Vienne, principe di Briançon e marchese di Cesana) e le comunità brianzonesi, rappresentate dai loro procuratori, fu firmata la Grande Charte des libertés briançonnaises. Con tale solenne documento, il cui originale in lingua occitana ancora si conserva nel municipio del capoluogo, tutti i diritti feudali del delfino erano «ceduti, rimessi e trasmessi in perpetuo» alle comunità locali, nelle quali i consoli e i sindaci, eletti dai capifamiglia, li avrebbero amministrati in piena autonomia. Per contro i territori federati (escartoun) si impegnavano ogni anno, «il 2 febbraio, Festa della Purificazione», a versare al principe un tributo di 12.000 fiorini, pagati dalle comunità secondo criteri da loro stesse stabiliti, senza alcun obbligo di rendiconto.


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 380 - Italia centocinquanta / 4: Dell’elmo chiodato s’è cinta la testa

 

UNITÀ ALLA BISMARCK

 

La lettura di alcuni brani dei quotidiani dell’epoca costituisce una specie di macchina del tempo. Quelle pagine riflettono le passioni che, giorno dopo giorno, scuotevano il lettori di allora. Far rivivere le emozioni dei nostri antenati può essere un modo per integrare una ricerca storica.


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 379 - Italia Centocinquanta / 3

 

CAMBIARE TUTTO PERCHÉ NULLA CAMBI!

 

Come già negli articoli precedenti (nn. 377 e 378), l’indagine verterà soprattutto sull’esame di alcuni quotidiani dell’epoca e riguarderà il periodo 1860-1864.


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 378 - Italia Centocinquanta / 2: gloriosi massacri

 

MILANO VAL BENE UNA FIGLIA

 

"(27/6/1859)"       Nota: milleottocento, non 1959, come hai scritto!   Quale rivista? Era specificato 7 righe prima: "Gazzetta del Popolo"

  Verso la fine, è scritto in corsivo:   "ah, l'struzion pubblica!"... Manca la "e".

 


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 377 - Italia centocinquanta: le guerre del 1848-49

 

L’ITALIA NON CE L’HA FATTA

 

«L’Italia farà da sé». Questa era la parola d’ordine non solo di Carlo Alberto, ma anche, sia pure in modi e con scopi diversi, di molti italiani alla metà dell’Ottocento. Molti italiani? Una minoranza. Ma va anche detto che a coloro che in modo disinteressato hanno lottato per l’unità d’Italia va tutto il nostro rispetto. Malgrado gravi limiti, l’unità d’Italia ha probabilmente portato, nel complesso, frutti positivi. Ma la costruzione della comunità nazionale era compiuta col raggiungimento dell’unità? ed è compiuta oggi? Certamente no. Perché?


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 376 - "Cuore" e "Pinocchio", non solo libri per ragazzi

 

EDUCARE L’ITALIA UNITA

Nel 1883 esce il capolavoro di Collodi Le avventure di Pinocchio.


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 375 - CENTOCINQUANTENARIO A RISCHIO DI RETORICA

 

QUALE ITALIA DI PACE E GIUSTIZIA?

 

Un secolo e mezzo di unità italiana come popolo o come stato? Italia unita come nazione? Si può negare che l’Italia sia una nazione, anzi che esistano nazioni. Così pensano i «cittadini del mondo» e i macro-federalisti (no, Bossi non è tra questi).


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 362 - 25 APRILE, STORIE DA NON DIMENTICARE

 

UNA «ROSA BIANCA» A TORINO

 

Ottobre 1940: la guerra aggressiva dell’Italia, proclamata a giugno, non ha ancora intaccato il consenso generale per il fascismo, l’illusione è che sarà breve e vittoriosa. La Francia è occupata, l’Inghilterra seriamente a rischio di uno sbarco tedesco, le armate di Hitler dilagano in tutta Europa, l’intervento degli Usa lontano e incerto. Mussolini attende il migliaio di morti per sedersi al tavolo della pace e, dopo l’inizio poco brillante della pugnalata alla schiena inferta sul fronte occidentale, attua l’invasione dell’Albania e della Grecia, confondendo, si dice, sulle carte geografiche i fiumi con le strade.


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 358 - 27 gennaio, Giorno della memoria

 

L’apporto italiano alla shoah

Non è ben chiaro cosa intendesse Gianfranco Fini quando ha affermato che, per spiegare le leggi razziali, non basta l’ideologia fascista. Basta e avanza, invece.


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 356 - PATRIA E BUONA FEDE

 

ALTRO CHE MEMORIA CONDIVISA...

 

Mentre il presidente della Repubblica ricorda i soldati italiani che dopo l’8 settembre rifiutarono l’adesione a Salò e furono internati in Germania, nella stessa manifestazione il ministro della difesa dichiara che anche i combattenti della Repubblica fascista vanno onorati perché «pensavano in buona fede di difendere la patria».


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