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Enrico Peyretti

Il diritto di non uccidere

IL MARGINE


Conversazioni di

Giuseppe Barbaglio e

Aldo Bodrato

QUALE STORIA A  PARTIRE DA GESU'?

ESODO Sevitium


Aldo Bodrato

L'avventura della Parola

Affatà Editrice


Enrico Peyretti

Dialoghi con Nortberto Bobbio 

Claudiana


Enrico Peyretti

Il bene della pace. La via della nonviolenza

Cittadella


Enrico Peyretti

Elogio della gratitudine

Cittadella


  storia

 384 - Diventare italiani

 

Mille trentini partiti austriaci, tornati italiani

 

Nel 1511, con il Landlibell (noto in italiano come Libello dell’Undici), Massimiliano I d’Austria Imperatore del Sacro Romano Impero concesse alcuni privilegi ai sudditi dei Principati tirolesi di Trento e Bressanone.


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 383 - Storia dimenticata di un protagonista del Risorgimento

 

Des Ambrois, chi era costui?

Una breve via nei pressi di piazza Carlina, una lapide in Prefettura, un liceo ad Oulx dov’era nato. Pochi i ricordi che Torino e il Piemonte riservano a Luigi Des Ambrois de Névache, ministro con Carlo Alberto prima e dopo lo Statuto, presidente del Consiglio di Stato, deputato e senatore, e infine, in quella Roma in cui si considerava «un orso sceso dalle Alpi» con un cognome impronunciabile, presidente del Senato fino al giorno della morte, il 4 dicembre 1874. Poco più di un mese prima nel discorso d’insediamento aveva affermato: «Alieni da ogni spirito di parte amiamo la moderazione che non nasce dalla debolezza, ma è culto della ragione e della giustizia, siamo conservatori senza avversare il progresso». Un sintetico testamento spirituale che ben riassume la vita trascorsa al servizio dello stato, la formazione perfettamente in equilibrio tra due lingue e due culture, la francese e l’italiana, e l’abilità nel tessere compromessi di alto profilo nelle situazioni più difficili.


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 382 - ATTREZZI E SPERANZE: CHE COSA RESTA DI UN SECOLO

 

Il mio Novecento incompiuto

 

Pubblichiamo l’ultima parte della lectio discipularis tenuta da Raniero La Valle il 19 febbraio per il suo ottantesimo compleanno.

 


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 381 - L’esperienza «democratica» degli Escartoun

 

Prima della Rivoluzione

 

Correva l’anno 1343 quando, il 29 maggio, regnante il papa avignonese ClementeVI, tra Umberto II (delfino di Vienne, principe di Briançon e marchese di Cesana) e le comunità brianzonesi, rappresentate dai loro procuratori, fu firmata la Grande Charte des libertés briançonnaises. Con tale solenne documento, il cui originale in lingua occitana ancora si conserva nel municipio del capoluogo, tutti i diritti feudali del delfino erano «ceduti, rimessi e trasmessi in perpetuo» alle comunità locali, nelle quali i consoli e i sindaci, eletti dai capifamiglia, li avrebbero amministrati in piena autonomia. Per contro i territori federati (escartoun) si impegnavano ogni anno, «il 2 febbraio, Festa della Purificazione», a versare al principe un tributo di 12.000 fiorini, pagati dalle comunità secondo criteri da loro stesse stabiliti, senza alcun obbligo di rendiconto.


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 380 - Italia centocinquanta / 4: Dell’elmo chiodato s’è cinta la testa

 

UNITÀ ALLA BISMARCK

 

La lettura di alcuni brani dei quotidiani dell’epoca costituisce una specie di macchina del tempo. Quelle pagine riflettono le passioni che, giorno dopo giorno, scuotevano il lettori di allora. Far rivivere le emozioni dei nostri antenati può essere un modo per integrare una ricerca storica.


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 379 - Italia Centocinquanta / 3

 

CAMBIARE TUTTO PERCHÉ NULLA CAMBI!

 

Come già negli articoli precedenti (nn. 377 e 378), l’indagine verterà soprattutto sull’esame di alcuni quotidiani dell’epoca e riguarderà il periodo 1860-1864.


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 378 - Italia Centocinquanta / 2: gloriosi massacri

 

MILANO VAL BENE UNA FIGLIA

 

"(27/6/1859)"       Nota: milleottocento, non 1959, come hai scritto!   Quale rivista? Era specificato 7 righe prima: "Gazzetta del Popolo"

  Verso la fine, è scritto in corsivo:   "ah, l'struzion pubblica!"... Manca la "e".

 


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 377 - Italia centocinquanta: le guerre del 1848-49

 

L’ITALIA NON CE L’HA FATTA

 

«L’Italia farà da sé». Questa era la parola d’ordine non solo di Carlo Alberto, ma anche, sia pure in modi e con scopi diversi, di molti italiani alla metà dell’Ottocento. Molti italiani? Una minoranza. Ma va anche detto che a coloro che in modo disinteressato hanno lottato per l’unità d’Italia va tutto il nostro rispetto. Malgrado gravi limiti, l’unità d’Italia ha probabilmente portato, nel complesso, frutti positivi. Ma la costruzione della comunità nazionale era compiuta col raggiungimento dell’unità? ed è compiuta oggi? Certamente no. Perché?


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 376 - "Cuore" e "Pinocchio", non solo libri per ragazzi

 

EDUCARE L’ITALIA UNITA

Nel 1883 esce il capolavoro di Collodi Le avventure di Pinocchio.


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 375 - CENTOCINQUANTENARIO A RISCHIO DI RETORICA

 

QUALE ITALIA DI PACE E GIUSTIZIA?

 

Un secolo e mezzo di unità italiana come popolo o come stato? Italia unita come nazione? Si può negare che l’Italia sia una nazione, anzi che esistano nazioni. Così pensano i «cittadini del mondo» e i macro-federalisti (no, Bossi non è tra questi).


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