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Enrico Peyretti

Il diritto di non uccidere

IL MARGINE


Conversazioni di

Giuseppe Barbaglio e

Aldo Bodrato

QUALE STORIA A  PARTIRE DA GESU'?

ESODO Sevitium


Aldo Bodrato

L'avventura della Parola

Affatà Editrice


Enrico Peyretti

Dialoghi con Nortberto Bobbio 

Claudiana


Enrico Peyretti

Il bene della pace. La via della nonviolenza

Cittadella


Enrico Peyretti

Elogio della gratitudine

Cittadella


  teologia

 384 - Beati i perseguitati / 1

 

Odiati, perché?

«Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi, quando vi insulteranno, vi perseguiteranno…» (Mt 5,10-11).


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 381 - GLI AMORI DEL SIGNORE

 

La forma breve di questo studio, divisa in tre parti, si trova nel Foglio cartaceo a partire dal numero 381 (Aprile 2011).


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 378 - Riflessioni sull’Apocalisse

 

La fine tra compimento, catastrofe e attesa

 

«La Bibbia – ricorda Andrea Tagliapietra nel suo libro Icone della fine (Il Mulino 2010) – ha un inizio, che coincide con la genesi del mondo, e una conclusione, che coincide con la fine di questo mondo stesso». Così tutta la storia del mondo, dal suo formarsi al suo dissolversi, può essere letta come disegno divino, in un orizzonte di senso in cui origine e fine della realtà naturale ed umana si presentano come un complesso cammino verso il compimento.


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 378 - Camaldoli, a 10 anni dalla morte di padre Calati

 

Riconoscere I segni della trasparenza di Dio

 

Di ritorno da Camaldoli – mentre l’oro autunnale della foresta millenaria scintillava nella pioggia, come due giorni prima brillava e ardeva di colori, trafitto da raggi di sole – ricapitolavo alcune indicazioni alte che questa e altre occasioni oggi mi sembrano offrire alla chiesa dei cristiani: una chiesa “senza confini” (sorella Maria di Campello); il sacerdozio comune, esistenziale, nella chiesa che è fraternità laica, senza divisioni né potere sacro (secondo l’evangelo genuino); l’abbandono della teologia sacrificale, perché la liturgia della vita è il dono; il dialogo con le religioni, nella “fecondazione reciproca” (Raimon Panikkar), e non più il proselitismo; la “pace in terra” (papa Giovanni), promessa evangelica al mondo, che tocca a noi portare e adempiere; un umanesimo “cristico”, perché Dio è nell’umanità e nella storia (cfr. libro di La Valle, Paradiso e libertà).


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 376 - L’UMANITÀ DI DIO / 7

 

Qualcuno è giusto e buono?

 

Riprendendo quanto dicevamo prima della pausa estiva (Umanità di Dio/6, n. 373), Gesù non chiede in prima istanza di non peccare, di non trasgredire, di essere puro e buono, anche perché rifiuta persino per se stesso l’appellativo di “buono” (Mc 10,18: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo» (vers. Cei); più precisamente: «Nessuno è buono, tranne l’unico Dio / se non l’unico Dio soltanto» (come traduce R. Pesch, nel suo commentario della Paideia, questo passo micidiale in modo molto fedele al testo greco).


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 376 - Il Nobel per la medicina e il Vaticano

 

In nome della natura

 

La perplessità e le critiche espresse da autorevoli giornali cattolici e da alcuni portavoce della curia romana sull'assegnazione del Nobel per la medicina all'iniziatore della ricerca sulla fecondazione artificiale, invitano ad alcune riflessioni.


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 375 - FEDE E IDOLATRIA

 

O DIO O MAMMONA

 

Il termine «mammona», nei libri deuterocanonici e nelle raccolte della letteratura giudaica successiva ai tempi di Gesù, ha un significato generico di «denaro», «ricchezza», senza nessuna delle connotazioni negative di idolatria che Gesù gli attribuisce in Mt 6,24 e Lc 16,13: «Nessuno può servire due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e mammona». Luca modifica la prima espressione aggiungendo la parola “servo”: «Nessun servo può servire…».


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 373 - L’UMANITÀ DI DIO/6

 

PRIMA LA SALVEZZA, POI LA BONTÀ

Un uomo può essere felice e salvo senza essere buono? E buono senza essere felice e salvo? Alcuni distinguono fra valori tout court (non morali, o non direttamente morali) come ad es. la salute e lo star-bene, e valori morali (che richiedono un impegno assiduo, una scelta etica performante, una solida opzione fondamentale) come l’essere buoni e non peccatori. Avanziamo la tesi che la salvezza offerta gratuitamente e senza condizioni da Gesù stia più dalla parte del valore non morale della “salute”, dell’essere e vivere bene, che da quelli morali del fare il bene e non peccare, che pur nella loro importanza vengono tuttavia (sùbito) dopo in seconda battuta.


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 372 - L’UMANITÀ DI DIO/5

 

C’è bisogno di Dio?

Siamo così alla domanda se ci sia o meno bisogno di Dio per la salvezza come trattata negli articoli precedenti, intesa per ora dal punto di vista della creazione, del salutare umano, senza tuttavia perdere di vista il salvifico più propriamente cristiano.


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 370 - L’UMANITÀ DI DIO/3

 

Per noi e per la nostra salvezza

Seguendo l’invito di A. Bodrato nel numero 368 del Foglio ad affrontare la rivelazione salvifica, crocefissa e amorosa di Gesù, si tratta di passare ora dalla salvezza fisica (guarigione delle malattie) a quella spirituale: ossia una salvezza integrale e integrata. Non è un caso che le guarigioni di Gesù siano storiche (comprese quelle da uno stato pessimo, moribondo, comatoso), mentre i miracoli sulla natura e le resurrezioni no: ma quest’ultimi hanno un profondo significato che testimonia il passaggio dalla salvezza corporea a quella esistenziale.


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