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Il bene della pace. La via della nonviolenza

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 339 - I divini attributi tra teologia, filosofia e poesia

FINITO E INFINITO: NOI E DIO

«La verità germoglia dalla terra

e la giustizia risponde dal cielo»

(Salmi 85,12)

 

«È dal basso

che proviene lo slancio iniziale

che muove la potenza dall'alto…

ed è il desiderio, che viene dal finito,

a portare perfezione nell'infinito»

(Zohar, Extraits… par G. Sholem, Le Seuil 1985)

 

Queste riflessioni sull'«infinito» che seguono alle Premesse a ogni discorso su Dio pubblicate sul foglio 336 nascono come primo tentativo di riformulare il pensiero su uno dei principali «divini attributi» in dialogo con la cultura letteraria e filosofica del nostro tempo. Questo nella convinzione che il pensiero è evangelicamente signore della verità e mentre ne ha la signoria anche la serve. Esercita su di essa una signoria di servizio.

 


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 339 - CINQUE BREVI ARTICOLI SUL CREDERE/3

 

PERCHÉ HO FEDE?

Perché ho fede? Riconosco che non è stata messa a dura prova, per settant’anni della mia vita. So bene di dover pregare come l’uomo di Marco 9,24. Ma ho un po’ di fede. Ho fede perché i miei genitori, e tutte le persone migliori che ho incontrato, avevano fede, e vedevo con evidenza che la fede dava loro umanità.


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 338 - LA PROSSIMITÀ DI DIO

 

«O UOMO TU SEI IL MIO UOMO, TI CERCO»

«O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora ti cerco, / di te ha sete l’anima mia, / a te anela la mia carne, / come terra deserta, / arida, senz’acqua» (Sal 63,2). Il salmo afferma l’umano desiderio di Dio. Vita (nefesh, anima) e fragilità (carne, basar) si danno la mano per incamminarsi verso Dio.


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 337 - DEMITIZZARE L’APOCALISSE

 

DALLA TERRA AL CIELO, DAL CIELO ALLA TERRA

 

Fatta salva quella che Metz chiama «riserva escatologica», ossia l’auspicabile salvezza finale operata da Dio soprattutto nei confronti di tutte le vittime della storia, per quanto concerne sia l’escatologia (cioè, grosso modo, quel che apparentemente si presenta come un discorso sulla «fine del mondo» e della storia, e/o sul futuro avvento del Regno di Dio con potenza) e sia l’apocalittica (vale a dire quel genere letterario che tratta il tema escatologico come “rivelazione” di segreti relativi in gran parte alla «fine», e spesso esternamente con tratti sconvolgenti, traumatici o catastrofici), occorre demitizzare, ossia interpretare liberando il mito dalla sua scorza esterna per coglierne il nucleo più profondo, in genere di tipo etico, esistenziale e teologico.


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 336 - PREMESSE A OGNI DISCORSO SU DIO

 

Tra teologia, filosofia e letteratura

PREMESSE A OGNI DISCORSO SU DIO

 

«Piaccia o non piaccia!

Ma se Dio fa tanto

di non esistere, io,

quant'è vero Iddio, a Dio

io Gli spacco la Faccia».

(G. Caproni, Tutte le poesie, Garzanti 1985, p. 30)

 

«La relazione con Dio è, per grazia di Dio, quella del libero e reciproco riconoscimento che fa essere Dio e l'uomo nel cerchio del compimento secondo verità della giustizia e giustizia della verità… e include l'asimmetria della differenza che rende possibile la relazione».

(P. Sequeri, Un Dio affidabile, Queriniana 1996, p. 319)

 


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 335 - ALETEIA

Parola e verità

Pensiero e verità

Verità e persona


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 333 - OMAGGIO A PAOLO DE BENEDETTI

 

SCRIBA DEL REGNO

Lo potete incontrare sul treno, per lo più nelle ore ultime di un week-end al ritorno da qualche giornata di studio. O potete averlo conosciuto come oratore dove si è fermato per poche ore, o averlo ascoltato per radio la domenica mattina o letto su una rivistina qualsiasi della diaspora ebraica o cristiana. È sempre in viaggio tra Asti, Milano,Trento, Firenze, Roma e gli altri luoghi, piccoli e grandi, dove lo chiamano per corsi universitari, convegni, conferenze, redazioni di riviste o assemblee di movimenti, semplici serate parrocchiali.


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 333 - DOSSIER EVOLUZIONE E CREAZIONISMO

 

DARWIN SCONVOLGE L’IMMAGINE DI DIO

 

L’obiettivo di questa lunga riflessione è la possibile compatibilità e armonizzazione tra il tema filosofico-teologico della creazione e quello scientifico dell’evoluzionismo soprattutto darwiniano. Ripercorrere analiticamente, ma nel quadro di un approfondimento unitario, tale problematica scottante è un elemento imprescindibile di un sapere fondato, volto a sostenere una fede adulta e matura nel mondo contemporaneo.


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 330 - DIO E L’UOMO DI FRONTE AL MALE

Chiedere a Dio ragione di Auschwitz non è titanismo

Del tuo Dio si parlò, io dissi

contro di lui, lasciavo

al cuore che era in me

di sperare

nella sua

suprema e rissosa, nella sua,

rantolante, parola.

P. Celan, A Nelly Sachs

 

Piero Stefani, profondo conoscitore del pensiero ebraico e fine teologo, conclude una riflessione dedicata al tema della misericordia e della giustizia di Dio con questa osservazione: «Di fronte a molte catastrofi, prima di tirar in ballo l’impotenza di Dio, occorrerebbe interrogarsi sulle responsabilità umane. Solo chi ha passato la vita a cercare di comprendere perché il nazismo salì al potere, a chiedersi come fece a organizzare uno sterminio di tali proporzioni e a tentare di capire quali furono le responsabilità di breve e lungo periodo dentro e fuori la Germania che ne consentirono l’attuazione, può interrogarsi in modo autentico sul silenzio di Dio ad Auschwitz. Domanda divenuta spesso retorica proprio perché posta con scontata immediatezza».


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