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Nanni Salio

 

La cultura di pace nonviolenta (ci sono anche paci violente, imperiali), a Torino e in Italia, ha avuto in Nanni Salio, scomparso dopo breve malattia il 1° febbraio, un grande ricercatore e organizzatore.

Oltre studi, scritti, interventi, la sua opera è stata l'istituzione del Centro Studi intitolato a Domenico Sereno Regis (www.serenoregis.org), cresciuto in attività articolate nel trinomio ricerca-educazione-azione, dai primi anni '80 fino ad oggi nella sede e biblioteca di via Garibaldi 13. Nanni sapeva che senza strutture continuative, le buone volontà e le buone idee si disperdono.

Gli studi per la pace si sviluppano nel mondo su diverse linee convergenti. Nanni Salio, docente di fisica, ha usato un metodo rigoroso e critico applicato alle scienze, alle politiche, all'economia, all'informazione, con l'obiettivo di studiare i conflitti, nei livelli micro, meso e macro. La ricerca per la pace opera per una trasformazione dei conflitti che trascenda la violenza materiale, quella strutturale e soprattutto quella culturale, con l'arte socio-politica e comportamentale di muovere le energie umane autentiche, per comporre su un piano superiore di bene e soddisfazione comune, gli interessi e le visuali in conflitto.

Su questa base Nanni dava un severo giudizio sulle culture dominanti e le pratiche conseguenti, collocandosi al margine delle posizioni sociali evidenti. Vedeva in Gandhi il maestro di giustizia e pace, sia nel metodo di azione e di lotta, sia nella proposta costruttiva di strutture sociali profonde, validissime indicazioni proprio per i maggiori problemi delle società attuali. Seguiva, con grandi capacità di assorbimento, sviluppo e diffusione, i lavori degli studiosi mondiali, prosecutori e coltivatori della linea gandhiana, in particolare di Johan Galtung, suo più recente maestro.

Ovviamente non pensavamo allo stesso modo su tutte le cose. Ma, nel lavorare con lui, tanti e tanti di noi hanno vissuto l'esperienza dell'amicizia operante, un bene umano dei maggiori. Ti accorgi poi che non era solo una collaborazione pratica o di ricerca, ma una vicinanza spirituale creata dall'alto valore dell'obiettivo comune: la pace giusta, profondamente fondata nella sostanza umana e nelle culture profonde dei popoli. Allora, se un tale amico scompare dalla vista scompare un sostegno prezioso del tuo impegno, dei tuoi alti desideri;  ti segnano una ferita e un dolore, come per un fratello, ma l'esempio e il lascito non sono perduti, e ci sospingono.

e. p.

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