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 439 - DIALOGHI IMPOSSIBILI/5: MOMENTI DI TENSIONE AL MUSEO DI ADDIS ABEBA

 

Oltraggio a Lucy

 

Due visitatori al museo di Addis Abeba davanti alle ossa fossilizzate di Lucy; il primo (etiope, che sigliamo ET) dice: «Non crederà mica nella teoria dell'evoluzione?». Il secondo (europeo, siglato EU) esterrefatto ribatte: «Siamo proprio in questo luogo attorniati da testimonianze di questa teoria».

(ET) Non vorrà credere che quella brutta nanetta scimmiesca, quel mostriciattolo che mangiava banane e si arrampicava ancora sugli alberi, sia l'antenata di noi «uomini sapienti», la nostra Eva?

(EU) Quella che lei tanto disprezza aveva intrapreso il lungo cammino che porterà all'essere personale, cominciando dal camminare eretta. Rimase sepolta sotto le ceneri di un'eruzione vulcanica circa 3,3 milioni di anni fa.

 

Montagne e foreste mobili

(ET) Ma lei si rende conto di cosa sono più di tre milioni di anni? Anche Newton sosteneva che la creazione fosse avvenuta circa 6000 anni fa e che quindi l'intero creato avesse la stessa età, dalla Terra alla moltitudine delle specie, tutte entità fisse create all'inizio in modo separato e inscritte in uno scenario stabile.

(EU) Vedo che sei bene informato quando si tratta di contrattaccare; ma Newton non aveva a disposizione le tecniche moderne di datazione, per cui la credenza che le specie fossero prodotti immutabili era quasi inevitabile fintantoché si riteneva che la storia del mondo avesse avuto una breve durata (al massimo 10.000 anni). Ma già prima di Darwin si andava delineando che la Terra avesse almeno alcune centinaia di milioni di anni.

(ET) Ma come fate a sostenere queste datazioni indigeribili per il senso comune!

(EU) Se si tratta di milioni di anni, è particolarmente utile il potassio (19 protoni nel nucleo atomico) che decade in argo (18 protoni), un gas quasi inerte che tuttavia lascia dei segni nelle ceneri vulcaniche, come quelle che hanno sepolto la nostra australopitecina (australopithecus afarensis). Se ci interessano invece le rocce antichissime sin quasi ai primordî della Terra, possiamo ricorrere all'uranio-238: quelle in Groenlandia, in Australia e nell'isola di Baffin (in Canada), sfiorano i 4,5 miliardi di anni.

(ET) Sarebbero auspicabili altri controlli, poiché un solo esperimento a volte non è dirimente, come nel caso della Sindone di Torino datata col radiocarbonio, che va bene per i secoli e i millenni.

(EU) Infatti la Sindone non ha più di 1000 anni; tuttavia noto con piacere che il metodo scientifico lo conosci: il problema è che non ci credi. È comunque arrivata una recentissima conferma tra i fiordi dell'Islanda [Tuttoscienze del 25 gennaio 2017] con tutt'altro metodo, quello del tungsteno-182 presente nell'olivina che, oltre a confermare le date, getta luce sui primi oscuri 60 milioni di anni della nostra trottolina blu.

(ET) Quindi non posso più lodare e ringraziare Domineddio per la bellezza della natura, delle valli, dei boschi e delle montagne?

(EU) Non direttamente; la maggior parte dei paesaggi familiari odierni è un'affermazione del potere dell'acqua ghiacciata e delle valanghe. Ad es. le montagne – con i loro fianchi scanalati, le loro superfici spesso levigate e i loro massi sospesi – raccontano la loro storia rispetto ai fiumi glaciali che ne colmarono le vallate. E quando i ghiacciai si ritirarono, gli alberi li «inseguirono»: nell'America del nord l'abete rosso fu il primo a spostarsi assieme al pino, migrando alla velocità di 1600 metri ogni tre anni, seguiti dal castagno. E i viaggi delle foreste non sono finiti, per non parlare dei viaggi dei continenti.

 

Picnic e grigliate del Pleistocene

(ET) Ti prego, basta con queste cose assurde, come il fatto che il Sud-America fosse attaccato all'Africa, e ad un certo punto se ne sia allontanato di pochi centimetri all'anno apprendo addirittura un oceano (Atlantico). Ma come fa un intelletto, dotato di un minimo di raziocinio, a sostenere simili fatti strampalati?

(EU) Ti dirò di più: l'Himalaya è nata solo 50 milioni di anni fa, dopo la morte dei dinosauri, quando l'India andò a sbattere ad una velocità di 30 centimetri l'anno contro l'Asia sollevando il fondale oceanico. Per questo ci sono fossili di pesci a 6000 metri: non sono i resti del diluvio universale, come invece sostenete voi creazionisti.

(ET) Ma anche secondo lo storico Erodoto le antiche conchiglie trovate nelle rocce delle piramidi erano resti di lenticchie buttate via dai loro costruttori. E Voltaire, che voi ammirate molto, pensava che i pesci fossili ritrovati sulle Alpi fossero i resti dei picnic dei pellegrini.

(EU) Là, dietro il mondo che vediamo oggi, c'è stato un altro mondo che lo ha preceduto; come dentro la materia-energia c'è un insolito intreccio che non vediamo, quello dei quanti, delle onde e dei campi.

(ET) M'interessano proprio quei campi e quelle onde che fanno funzionare il mio magico smartphone in connessione perpetua, altrimenti, «se non c'è campo» mi sembra di non esistere.

(EU) Ma il tuo navigatore satellitare andrebbe in tilt se non si tenesse conto che il tempo scorre abbastanza veloce sui satelliti del GPS, per poi rallentare ai 5900 metri del Kilimangiaro (non molto distante da noi); che scendendo rispetto alla montagna bianca (Kilimangiaro in Swahili), il tempo scorre ancor meno rapido qui ai 2400 metri di Addis Abeba (dove vivi tu), e che scorre ancora più lento nelle località balneari da te frequentate sul Mar Rosso (livello del mare). A bordo poi di un super-jet che sfrecciasse sull'Oceano indiano alla folle velocità di 262.000 km/s (per ora irraggiungibile), il tempo risulterebbe dimezzato rispetto a quello misurato dagli orologi dei turisti alle Maldive.

(ET) Confesso che tutta questa materia è per me incomprensibile e assurda, come la bufala del «grande botto» (big-bang).

(EU) Esso costituirebbe l'inizio del nostro universo circa 13,75 miliardi di anni fa, calcolo basato sulla radiazione cosmica di fondo. Lo so che per te è un problema: ma non si può risolvere un problema con la stessa mentalità (la tua) che lo ha prodotto. Bisogna cambiarla.

(ET) «È passato così tanto tempo che non è più vero...» (proverbio africano). 14 miliardi di anni sono una durata impensabile, infinita, come l'estensione dell'universo.

(EU) Ci sono più stelle nell'universo che granelli di sabbia sulla Terra, e tutte quelle al di fuori della nostra Via Lattea si stanno allontanando da noi e fra loro in accelerazione progressiva (secondo la costante di Hubble, che si aggiunge alla radiazione cosmica di fondo in un controllo incrociato che conferma il 13,75). Se tutti stanno fuggendo dal terremoto in ogni direzione, riavvolgendo il film si riesce a stabilire l'ora del sisma. Io non escludo il Dio creatore che ha dato origine al big-bang fornendo una direzione a tutto il processo, ma senza la chiaroveggenza del futuro: tuttavia un essere sommamente intelligente può elaborare una stima probabilistica di massima, anche se resa difficile soprattutto all'inizio quando dominava la gravità quantistica. «Nemmeno Dio conosce [in anticipo] il risultato della misura di un sistema quantistico» (Anton Zeilinger, autore del teletrasporto coi fotoni): certo non poteva prevedere l'Isola dei famosi.

(ET) Mi stai dicendo che Dio ha aspettato a braccia conserte per quasi 14 miliardi di anni in attesa di vedere se l'uomo sarebbe arrivato?

(EU) Qui il tempo non si dimezza come alle velocità relativistiche sull'Oceano Indiano, ma ben di più perché bisogna dividere per un miliardo: per un ipotetico viaggiatore a velocità-luce (ed a maggior ragione per Dio) quei 14 miliardi di anni diventano 14 anni, un tempo d'attesa ragionevole per il Padre eterno. Un ipotetico alieno, che volteggiasse in tondo nel sistema solare quasi a velocità-luce (a curvatura 9 come l'Enterprise di Star Trek), nel breve giro di un lustro avrebbe potuto vedere la nostra Lucy (3,3 milioni di anni fa), quindi l'Herectus che si fa una grigliata dopo aver prodotto il fuoco (2 milioni), e 200 mila anni fa l'alba dell'Homo sapiens.

 

Orsi o ippopotami?

(ET) Voi dite che la vita viene dal mare: pesci, anfibi, colonizzazione della terra ferma; poi qualche mammifero sarebbe ritornato in mare come i delfini, e soprattutto le balene (cetacei): secondo Darwin sarebbe stato una specie di orso ghiotto di insetti acquatici ad adattarsi alla vita marina sino a diventare balena (l'animale più grande mai conosciuto). Come si fa a credere ad una simile fandonia; per di più qualche mammifero avrebbe pure messo le ali e si sarebbe messo a volare (pipistrello)...

(EU) L'idea è giusta ma l'animale ipotizzato da Darwin non è corretto. I cetacei sono imparentati coi mammiferi ungulati, in particolare gli ippopotami; 55 milioni di anni fa è vissuto l'antenato comune a cetacei ed ippopotami (ce lo dicono i geni): mentre l'ippopotamo ha continuato a passare il proprio tempo sia in acqua sia sulla terraferma, gli antenati delle balene hanno preso definitivamente la via del mare. Certo oggi balene e ippopotami non si assomigliano esteriormente un granché: tuttavia tanto gli ippopotami quanto i cetacei allattano i propri cuccioli sott'acqua, e sono privi di peli; entrambi non sudano e i maschi tengono i testicoli all'interno del corpo anziché in una sacca esterna.

(ET) Sì, c'è stato un grande carosello inverosimile: le pinne degli organismi marini, una volta trasferitisi sulla terra ferma, sono diventate arti. Quando poi grandi ippopotami (come dici tu) sono rientrati in acqua diventando balene, gli arti si sono riconvertiti in pinne (sic). Ancor più balzano è stato il sorgere del volo degli uccelli come voi lo prospettate: una specie di piumaggio originario, proveniente dallo squame dei rettili, ha dato origine alle ali; oppure lo sono diventate le zampe anteriori. Non è più logico pensare che la conformazione di ciascuna specie e l'armonia funzionale di tutti i viventi sia stata un'opera diretta del creatore? Se uno crede in Dio non può credere all'evoluzione, poiché la Bibbia stessa nella Genesi ci racconta la creazione di tutte le specie.

(EU) Allora mi spieghi perché Dio avrebbe dovuto prendersi la briga di creare ben nove milioni di specie (diverse) solo di insetti, con in testa tutti quegli «stampi» allineati da fargli esplodere la mente? Gli insetti, come gli angeli, non devono rinunciare agli arti/zampette superiori per farsi crescere le ali.

(ET) Appunto, Dio ha usato per gli insetti la medesima tecnica già sperimentata cogli angeli.

(EU) Faccio un ultimo tentativo disperato: un embrione di elefante ha reni abbastanza simili a quelli del dugongo, un cetaceo erbivoro dalla pelle spessa, lungo fino a tre metri, che vive qui dalle tue parti nel Mar Rosso e Oceano Indiano. Molto tempo fa un mammifero anfibio si divise in due: uno imboccò irrevocabilmente la strada dell'acqua (dugongo), e l'altro tornò alla terraferma, senza perdere però la passione per i bagni e per gli spruzzi d'acqua effettuati con una proboscide che un tempo era un boccaglio. L'embrione rivela schemi nascosti di parentela perché, protetto com'è dalla necessità di adattarsi al mondo esterno, può conservare una quota maggiore del proprio passato rispetto ad un adulto. L'idea quindi di evoluzione storica è per il biologo ciò che per il fisico è il principio di conservazione dell'energia.

Mauro Pedrazzoli

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