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 372 - I CREDENTI SONO MASOCHISTI?

 

AMA IL PROSSIMO TUO (COME TE STESSO)

 

- al signor x fu detto

ama il prossimo tuo

 

imparò a farlo.

 

poi aggiunsero

come te stesso.

 

troppo tardi.

 

il signor x

non imparò mai

ad amarsi. -

                              Delfino Maria Rosso

Purché sia chiaro che questa è saggezza universale, ma che non venga attribuita al vangelo, come comunemente si crede, ignorandolo. Il vangelo chiede di più, di dare precedenza all'altro su di sé, di amarlo più di noi stessi, per essere figli dell'Altissimo, cioè creatori come lui, cioè quelli che mettono essere e vita dove c'è non-essere e morte. La logica della parità è commerciale e non è assolutamente sufficiente a salvare la vita e il mondo dal male, dal non-senso. Il vangelo è la logica del dono in perdita, unico guadagno per tutti. Ma la chiesa non predica questo, si limita a fare agenzia di buon senso etico-commerciale. Certo, è già qualcosa rispetto alla rapina. Ma, come si vede, non salva dall'angoscia dell'insensato.

Enrico

 

In Marco 12,34, Gesù risponde all'unico scriba "buono" incontrato: «Non sei lontano dal regno di Dio». «Amerai il Signore Dio tuo… e amerai il prossimo tuo come te stesso» sono i primi «comandamenti». Sono già molto. Ma il regno di Dio è qualcosa di più.

Dario

 

È vero. Anch'io so che il vangelo ci porta al là della legge. Ma la poesia non si preoccupa di portare il messaggio evangelico. Può farlo. Ma non necessariamente. Nel caso mio comunque se c'è una intenzione questa è di aprire una riflessione in chi legge sulla "mortificazione" di noi stessi predicata da millenni in tutte le chiese ai giovani: ha un senso o è uno dei motivi che concorrono a creare insanabili conflitti interiori?

Mino

 

Non dissento e dissento. 1. Dicevo «purché...», cioè che non si confondesse la migliore legge (regola d'oro della parità) col vangelo (priorità ad Altri).

2. Dissento, nonostante tanti e troppi fatti reali, dall'identificare la «predicazione da millenni in tutte le chiese ai giovani» con la «mortificazione». Avrebbero creduto al vangelo solo i masochisti?

Enrico

 

Credo che nel punto 2 sia presente una lettura sbagliata della società. La gente comune non è masochista. È semplicemente condizionata dalle prediche che le vengono fatte in età bambina. Basta (bisogna) ricordarsi del nostro passato formatosi sui banchi di chiesa. non riconoscerlo significa ritenere che l'uomo sia solo ciò che lui vuole essere. Non conosco individui così se non tra i predicatori. Quelli che trasferiscono «la verità» da dio alla gente di tutti i giorni. E alla quale, sempre secondo me, bisognerebbe riservare un maggiore rispetto. In fondo è la parte più debole della società. Credo poi anche che sia in contrasto con la durissima presa di posizione contro la pubblicità presente in redazione, a meno che per condizionamento reale non si intenda solo quello prodotto dall'odiato nemico ideologico. Scopo della mia poesia è quello di essere pretesto per porre, e porsi, delle riflessioni, non di dare delle soluzioni. Mi pare di esserci riuscito.

Mino

 

A mio modo di vedere e a mia esperienza, chi della chiesa-catechismo-religione ha conservato la mortificazione (= fare morto) ha avuto la sfortuna di assaggiare il guscio duro e cattivo e non la polpa buona. Colpa anche della chiesa, naturalmente. Altri hanno incontrato testimoni che offrivano la polpa quasi senza guscio amaro. Per me, questi sono prevalsi di gran lunga sui primi (che ci sono stati, eccome!, ma alla fine inoffensivi). Chi è arrivato alla polpa si ricorda del guscio ma gusta la polpa. Per Pascal (forse semplifica troppo) c'è luce sufficiente per chi vuol vedere e buio sufficiente per chi non vuole. Ma nulla è inequivocabile. Anche Gesù è stato considerato amico del demonio.

Enrico

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