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Enrico Peyretti

Il diritto di non uccidere

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Conversazioni di

Giuseppe Barbaglio e

Aldo Bodrato

QUALE STORIA A  PARTIRE DA GESU'?

ESODO Sevitium


Aldo Bodrato

L'avventura della Parola

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Enrico Peyretti

Dialoghi con Nortberto Bobbio 

Claudiana


Enrico Peyretti

Il bene della pace. La via della nonviolenza

Cittadella


Enrico Peyretti

Elogio della gratitudine

Cittadella


  etica

 420 - “COME STAI? TUTTO BENE”

 

ESISTE SOLO CIÒ CHE È “NARRABILE”?

 

«È infinitamente più facile soffrire comunitariamente che soffrire in solitudine, infinitamente più facile soffrire nel corpo che nello spirito». Queste affermazioni di Bonhoeffer (Resistenza e resa, Paoline 1988, p. 71) dovrebbero essere imparate a memoria e appese al muro da chi tende a dimenticare, a rimuovere, ciò che significa sofferenza in solitudine e sofferenza nello spirito. Ma bisognerebbe aggiungere: «È infinitamente più facile soffrire quando possiamo narrare la nostra sofferenza».


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 415 - Preludio e fughe sul bene e sul male.

 

PRELUDIO E FUGHE SUL BENE E SUL MALE


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 409 - Rileggendo La banalità del male di Hannah Arendt / 1

 

Il processo di Eichmann a Gerusalemme

 

Ci sono classici più citati che letti. Da molto tempo la formula della «banalità del male» viene usata (e abusata). A 50 anni dalla pubblicazione del libro omonimo (1963), e dopo la proiezione − finalmente anche in Italia, ma solo nel Giorno della Memoria − del film di Margaret von Trotta dal titolo Hannah Arendt, vogliamo rileggere questo classico, cercando di andare oltre alla formula stereotipata.


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 407 - Saper piangere

 

Quel fossato di coccodrilli tra Europa e Africa

 

 

«Chi di noi ha pianto per questo fatto e per fatti come questo?».


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 406 - Storie di dubbi e libertà

 

Ascoltando La vie en rose

 

«C’est lui pour moi, moi pour lui dans la vie. Il me l’a dit, l’a juré pour la vie...». Dalla radio escono le note de La vie en rose, forse la canzone francese più famosa del Novecento. Di sicuro quella più famosa di Edith Piaf, quella nella quale viene spontaneo identificarla.


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 405 - BREVI AVVERTENZE PER EVITARE INCIDENTI DI DISCORSO

 

«Sono convinto» non significa «Taci»

 

 

Capita di avere discussioni in cui si finisce a riaffermare il proprio punto di vista, al punto che qualcuno sbotta: «Mai un dubbio?». Capita anche in redazione, sia quella settimanale in carne e ossa sia nel vorticoso giro di mail tra noi redattori. Di qui la riflessione quasi “lirica” di Peyretti: essere persuasi della bontà dei propri convincimenti non significa, o non dovrebbe significare, rifiutare di porsi in gioco in un vero dialogo. Il dialogo non presuppone l’esistenza di tabulae rasae. (a. r.)


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 403 - LA PROBABILITÀ DEI MONDI / 4: LEGGE NATURALE INUTILIZZABILE AI FINI MORALI

 

Il Dio vivente ha voluto la vita, non quelle vite


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 403 - Dialogo interiore / 3

 

Per nascita, siamo degni

Gandhi diceva che non può essere nonviolento chi non crede in Dio. Quindi si poneva in quella morale tutta oggettivistica, esterna, non costruita storicamente dall'uomo, negata da certo pensiero morale contemporaneo?


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 402 - Dialogo interiore / 2

 

Prima di ogni accordo, siamo degni

 

Nel recensire il mio libretto Il bene della pace (apparso in una collana di etica della editrice Cittadella) Massimiliano Fortuna, amico severo, scrive (il foglio n. 400) che io riterrei la verità (qui si tratta della verità morale) una “scoperta”, quindi data nella realtà esterna all’essere umano, e non una “costruzione”, dunque fondata su delle convenzioni, interna al linguaggio e alle culture degli uomini, come ritengono vari filosofi oggi.


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 401 - Dialogo interiore / 1

 

Perché non posso farti del male?

 

Perché non posso fare qualcosa che per te è un dispiacere, un danno, un male?

Ma è perché mi sei amico, mi vuoi bene.


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