il foglio 
Mappa | 68 utenti on line


 Login
   
    
 Ricordati di me

  menu
 ::  editoriali
 ::  bibbia
 ::  chiesa
 ::  documenti
 ::  etica
 ::  filosofia
 ::  lettere
 ::  mondo
 ::  pace-nonviolenza
 ::  poesia
 ::  politica
 ::  recensioni
 ::  scienza
 ::  società
 ::  storia
 ::  teologia
 ::  zibaldone
 :: home
 :: indici analitici
 :: solo online

 Ricerca
  

 in libreria

Enrico Peyretti

Il diritto di non uccidere

IL MARGINE


Conversazioni di

Giuseppe Barbaglio e

Aldo Bodrato

QUALE STORIA A  PARTIRE DA GESU'?

ESODO Sevitium


Aldo Bodrato

L'avventura della Parola

Affatà Editrice


Enrico Peyretti

Dialoghi con Nortberto Bobbio 

Claudiana


Enrico Peyretti

Il bene della pace. La via della nonviolenza

Cittadella


Enrico Peyretti

Elogio della gratitudine

Cittadella


  chiesa
 369 - I GIOVANI E LA FEDE

 

Quali domande a Gesù?

In un recente articolo su «Repubblica» (19/1/10) Vito Mancuso affronta il tema di come si possa presentare il nucleo della fede cristiana all'uomo d'oggi.

Parte dalle domande che, secondo un’inchiesta del Sermig, i giovani avrebbero posto a Gesù, qualora fosse stato loro dato di incontrarlo. Constata che esse riguardano tutte problemi teologici e filosofici teorici e universalmente eterni, anche se esistenzialmente cruciali, quali: «Perché la morte? Quale il senso della vita? Di dove viene il male? Che ci attende dopo la morte? Perché mi hai creato?». Mentre nessuna riguarda direttamente la persona storica terrena di Gesù, la sua predicazione, il suo annuncio, la sua prassi di vita, la sua passione, morte e resurrezione. Ne deduce che non la storia lontana, sempre più lontana, del Gesù storico e della sua missione, ma le questioni teologiche e filosofiche di fondo sul senso della vita interessano i giovani e dovrebbero essere oggetto di un rinnovato sforzo di riflessione da parte della chiesa e dei teologi.

 

Gesù e gli dèi da teatro

Non ho nulla da eccepire sulla crucialità e sull'urgenza per i giovani e i non giovani di affrontare tali problemi. Solo mi chiedo se abbia un senso porre così il problema dell'eventuale incontro tra noi e Gesù oggi e di conseguenza estrarne gli interrogativi conseguenti. Mancuso osserva, infatti, che i giovani interrogano Gesù a partire dalla sua figura teologica, quale viene loro offerta dalla predicazione ecclesiale: Gesù Figlio di Dio, quasi Dio, e di conseguenza gli chiedono quello che chiunque di noi chiederebbe a Dio: «Donde veniamo, dove andiamo, che senso ha il nostro esistere?». Nulla di più evidente, ma anche nulla di più fuorviante.

Quando mai infatti Dio, o Gesù, ci potranno venire incontro come una teofania perfettamente riconoscibile, con tanto di nimbo divinizzante, aureola e attestato di autenticità soprannaturale? Ciò non si dà in tutta la storia della rivelazione biblica, antico e neotestamentaria, e non si darà forse neppure alla fine dei tempi. Il Dio cristiano non agisce mai nella storia come il Deus ex machina delle rappresentazioni teatrali greco-latine: appeso al filo di qualche marchingegno meccanico o metafisico, che lo tiene ben sollevato dal suolo della storia terrena e gli impedisce di sporcarsi i coturni alati col fango immondo della nostra storia di uomini per agire indisturbato sulla sorte umana, senza neppure toccarla con un dito.

Il Dio cristiano è un Dio storicamente coinvolto negli eventi dei suoi interlocutori e si rivela in forme che suscitano sempre interrogativi, dubbi, questioni sul suo vero essere e sul possibile successo o insuccesso del suo operare. È un Dio che si compromette e chiede di compromettersi con lui. Non è un filosofo che enuncia dalle nuvole quintessenze di saggezza e dogmi di sopraffina profondità ed arguzia. È un Dio che ama, soffre e coinvolge l'uomo nel suo amare e nel suo soffrire.

In sostanza, se noi potessimo incontrare Gesù non lo incontreremmo come Dio, ma come uomo di Dio, attivo accanto a noi, impegnato in chissà quale storia di redenzione dei peccatori dal male, quindi quanto mai problematico e coinvolgente, e le nostre domande non potrebbero che riguardare lui, il suo parlare e il suo agire, il nostro stare nei confronti di tutto ciò.

Del resto così incontrano Gesù gli uomini del suo tempo e non stanno a fargli le domande che dei bravi giovani freschi di catechismo e di lezioni universitarie farebbero al loro direttore spirituale, ma gli chiedono cosa può fare per loro, se può aiutarli, donde venga il suo potere e cosa egli voglia da loro, cosa essi possono fare.

 

La verità cristiana come sequela Christi

Vogliamo sapere che domande faremmo a Gesù? Vediamo che domande gli hanno fatto i suoi contemporanei. Certo non le ripeteremmo pedissequamente, le aggiorneremmo al nostro tempo, ai nostri problemi, alla nostra storia e scopriremmo che egli non è venuto a rispondere alle questioni filosofiche e teologiche delle nostre università e dei nostri seminari, ma a insegnarci l'amore, il servizio, la misericordia, l'assunzione di responsabilità verso noi stessi e verso gli altri, a proporci, insomma non una dottrina, teologicamente aggiornata ai risultati ultimi delle scienze umane e positive, ma la sequela, l'imitazione. Imitazione che è poi l'imitazione di Gesù, annunciatore crocifisso e risorto del Regno, o, se vogliamo, l'imitazione e la sequela del Dio creatore e redentore.

Posta la sequela al centro della vita cristiana, chiarito che il cristianesimo nasce come storia di rivelazione e salvezza, perdura come storia di incarnazione del messaggio e si realizza in quanto esito finale di una storia di fedeltà e di obbedienza e carità, ben vengano tutte le riflessioni teologiche e filosofiche a illustrare la necessità e la congruità di tutto ciò con una vera comprensione partecipativa all'essere di Dio, come sorgente e forza vitale dell'essere dell'uomo e del suo cammino nella storia.

Aldo Bodrato

 Stampa Invia ad un amico Dai la tua opinione

 
 il foglio
 ::  presentazione
 ::  redazione
 ::  abbonamento
 ::  contatti
 ::  link
 :: archivio storico [parziale]

 avviso agli abbonati

Ci risulta che alcuni abbonati non ricevono a tempo debito, o non del tutto, la copia del nostro periodico. Ce ne scusiamo precisando che tale situazione non dipende da un nostro difetto bensì dal disservizio delle Poste.


 web partner

gli anni di carta

 Il Corriere di Tunisi

Aldo Bodrato

Enrico Peyretti

Delfino M. Rosso

 


 Numeri recenti
 :: 456 - P.G. Ferrero, parroco / 2 
 :: 455 - Pier Giorgio Ferrero, parroco / 1 
 :: 454 - Dopo la morte di alcuni preti operai 
 :: 454 - In margine alla viganeide 
 :: 452 - Gaudete et exsultate 
 :: 448 - Incontro a Roma della rete “Chiesa di tutti chiesa dei poveri” 
 :: 447 - Appunti ecclesiali 
 :: 446 - Don Milani ci scrive / 2 
 :: 445 - Don Milani ci scrive / 1 
 :: 445 - Assisi, 24-27 agosto 2017 
 :: 444 - Uno sguardo sulla religiosità ortodossa romena / 1 
 :: 443 - La fine del sovrannaturalismo 
 :: 441 - Paolo Ricca sui 500 anni dalla Riforma 
 :: 439 - La chiesa ai tempi di Francesco 
 :: 436 - Convegno a Bose sul vescovo di Torino 
 :: 428 - Dialogo con l'islàm / 7 
 :: 427 - VATILEAKS 2: VITA DA PRELATI 
 :: 424 - Un'enciclica che il potere vorrebbe far dimenticare 
 :: 417 - Nuovi modelli di parrocchia 
 :: 413 - Un tema conciliare dimenticato, tornato centrale 
 :: 412 - Donne e chiesa 
 :: 408 - Parola del vescovo di Roma 
 :: 408 - INADEGUATEZZE E AMBIGUITÀ DEL QUESTIONARIO 
 :: 406 - MARTINI GESUITA, BIBLISTA, VESCOVO 
 :: 405 - In Vaticano s'è accesa una luce 
 :: 401 - Presiedere nella carità 
 :: 400 - La rinuncia di Benedetto XVI 
 :: 398 - LE APPARIZIONI DI AQUERÓ A LOURDES 
 :: 396 - A 50 ANNI DALL’APERTURA DEL CONCILIO / 2 
 :: 396 - QUATTRO «RIBELLI PER AMORE DELLA VERITÀ» 
 :: 397 - La lettera del vescovo Nosiglia ai Rom e ai Sinti 
 :: 395 - IN MEMORIA DI PADRE CARLO MARIA MARTINI 
 :: 395 
 :: 392 - Che cosa sta cambiando nel cattolicesimo in Italia 
 :: 389 - ETTORE DE GIORGIS A 20 ANNI DALLA SCOMPARSA / 2 
 :: 388 - Ettore De Giorgis a 20 anni dalla scomparsa / 1 
 :: 387 - Ospitalità eucaristica 
 :: 386 - Memoria 
 :: 385 - Mons. Nosiglia alla Chiesa di Torino 
 :: 383 - Dal film di Moretti alla beatificazione di Wojtyla 
 :: 380 - Una lettera sincera e franca a Cesare Nosiglia, vescovo di Torino [versione integrale] 
 :: 379 - il foglio - FEBBRAIO 1971 – 2011 - Enrico Peyretti 
 :: 379 - il foglio - FEBBRAIO 1971 – 2011 - Aldo Bodrato 
 :: 377 - Sulla nomina dei vescovi 
 :: 375 - VALDESI E BENEDIZIONE DI COPPIE GAY 
 :: 370 - Sul convegno ecclesiale Firenze 2 
 :: 371 - Scandalo della pedofilia e vita delle chiese locali 
 :: 371 - Lettere 
 :: 372 - SINDONE, PRO E CONTRO 
 :: 369 - I GIOVANI E LA FEDE 
 :: 367 - A 50 anni dalla morte di don Primo Mazzolari 
 :: 367 - RESISTERE, PREGANDO E OPERANDO PER LA GIUSTIZIA 
 :: 362 - In ginocchio, in piedi, in cattedra 
 :: 359 - LA COMUNITÀ DEL VANDALINO 
 :: 356 - STRUTTURA COSTANTINIANA E VOCE DEL VANGELO 
 :: 355 - Riflessioni in vista del convegno dell’8 novembre 
 :: 353 - LA VENDETTA DI MONSIGNORE 
 :: 351 - Il ritorno di Monsignore 
 :: 344 - I parenti di Gesù / 2 
 :: 348 - INTERVENTO 
 :: 347 - IL MOTU PROPRIO DEL PAPA 
 :: 345 - COMUNICAZIONE E CRISTIANESIMO 
 :: 344 - DI CHI È LA CHIESA? 
 :: 343 - «UN PAOLO SARPI CONTEMPORANEO», SECONDO RUINI 
 :: 343 - I PARENTI DI GESÙ / 1 
 :: 338 - RADICI 
 :: 337 - CINQUE BREVI ARTICOLI SUL CREDERE/1 
 :: 336 - L’ARCIVESCOVO MICHELE PELLEGRINO, TRA OBLIO E RIMOZIONE 
 :: 334 - CHIESA PROFETICA O CHIESA DEL CULTO? 
 :: 328 - AGIOGRAFIA AL FEMMINILE 

copyright © 2005 il foglio - ideazione e realizzazione delfino maria rosso - powered by fullxml