il foglio 
Mappa | 59 utenti on line


 Login
   
    
 Ricordati di me

  menu
 ::  editoriali
 ::  bibbia
 ::  chiesa
 ::  documenti
 ::  etica
 ::  filosofia
 ::  lettere
 ::  mondo
 ::  pace-nonviolenza
 ::  poesia
 ::  politica
 ::  recensioni
 ::  scienza
 ::  società
 ::  storia
 ::  teologia
 ::  zibaldone
 :: home
 :: indici analitici
 :: solo online

 Ricerca
  

 in libreria

Enrico Peyretti

Il diritto di non uccidere

IL MARGINE


Conversazioni di

Giuseppe Barbaglio e

Aldo Bodrato

QUALE STORIA A  PARTIRE DA GESU'?

ESODO Sevitium


Aldo Bodrato

L'avventura della Parola

Affatà Editrice


Enrico Peyretti

Dialoghi con Nortberto Bobbio 

Claudiana


Enrico Peyretti

Il bene della pace. La via della nonviolenza

Cittadella


Enrico Peyretti

Elogio della gratitudine

Cittadella


  chiesa
 337 - CINQUE BREVI ARTICOLI SUL CREDERE/1

 

RELIGIONE È RELAZIONE

 

Fede, credere non significa assolutamente, nel significato biblico originario, pensare senza verificare, sul solo principio d’autorità, come ritiene il pensiero moderno. Significa aderire, appoggiarsi, confidare. 

Esprime dunque il rapporto interpersonale, non una speculazione, né un pensiero passivo. Non c’è fede senza un altro in cui credi: è credere in, credere a, non è credere che (opinare, supporre, pensare). È una relazione interpersonale, non un pensiero teorico (che può venire di conseguenza); viene prima del comportamento pratico (che viene di conseguenza, ma vale anche come predisposizione).

Credere in è anche attendere senza avere, è accogliere, sperare, è un lieto non essere autosufficienti, essere poveri di sé e ricchi dell’altro. Poiché è dialogo, è pregare (Agostino: «Il tuo desiderio è la tua preghiera») e ringraziare (eukaristein, in greco, da cui «eucarestia»).

La disposizione (o dono) interiore, è detta nell’evangelico «Chi ha orecchi per intendere…».

*

Ai tempi del Concilio, uno storico di sicuro valore come Luigi Firpo, attento anche alla storia religiosa, scrisse su un giornale (cito a memoria) che non potevano esserci cattolici critici, perché essere cattolici vuol dire pensare come il papa. Sbagliava.

*

Hans Küng in Dio Esiste? (Mondadori 1979) riconduce la questione alla fiducia di fondo nella realtà. La quale dipende anche dal tipo di realtà in cui t’imbatti. Si crede (o non si crede) alla vita e alla realtà, alla propria madre, alle prime persone conosciute dal bambino, prima che ad un maestro, una dottrina, una fede.

Aldo Capitini parla di persuasione, e non gli piace fede, credere (ciò dipende anche dalla sua polemica anticattolica). Così esprime qualcosa che dolcemente (suaviter) convince nell’intimo. Prende l’idea di persuasione, opposta a retorica, da Michelstaedter.

*

Aver fede è semplicemente uguale a vivere? fidarsi che valga la pena di respirare per un altro minuto, e poi un altro ancora? costruire una casa? far lavori e progetti, pur sapendo di vivere per un tempo limitato, forse brevissimo? Ammetto che dir questo (l’ho detto anch’io) è troppo poco. Forse si riconduce al concetto di Küng.

Crediamo a molti, anche al passante a cui chiediamo la via, o l’ora. Credere in Dio è ancora altro: è dare la fiducia massima, totale, affidare tutto, affidarsi nella morte. Soprattutto è fidarsi e affidarsi ad uno che non vedi, del quale cogli la realtà non evidenziabile, non ostensibile, ma interiormente sentita reale.

*

Credere sulla parola altrui non c’entra niente col rinunciare a pensare! Anche gli scienziati sperimentali credono vicendevolmente l’uno all’altro, quando uno dimostra sufficiente credibilità. Uno sa quello che l’altro ha verificato, senza sempre rifare personalmente tutte le verifiche (che però sa che sono possibili). Ciascuno verifica in un campo limitato, e per il resto crede, si fida. Senza questa fede non c’è comunicazione del sapere.

*

Sulla morte: c’è anche chi muore “prendendo congedo” definitivo, per andare nel silenzio del nulla. C’è chi si accontenta di vivere senza trovare un senso oltre la morte. (C’è davvero? o fa finta? si rassegna? si arrende alla morte? ne accetta il potere definitivo sulla vita?). Se la fede è salvezza dell’esistenza dalla contraddizione della morte, cioè trovarle un senso che superi il non-senso della morte, ciò avviene nel donarsi pratico al prossimo, più ancora che nel tendere a colui in cui credo perché mi sottragga al nulla della morte. I salvati di Matteo 25 non sembrano credenti, ma sono bene operanti. Il donarsi pratico varrebbe anche senza la fede. Allora vuol dire che vivere per gli altri è fede in atto. Ma altrove è detto che senza fede non c’è salvezza. Confronta Paolo e Giacomo: vale l’in-tenzione, purché si faccia pratica. Dice il Talmud (cito a memoria): «Lo studio è più importante della pratica perché conduce alla pratica».

*

Ma non qualunque operare, ovviamente. Chi si spende per conquistare e dominare gli altri, crede (dà valore) solo a se stesso, non esce da sé, non si affida, non si appoggia, distrugge il proprio appoggio, si rovina.

Come si dimostra questo? Non si dimostra, si avverte. Non dipende dal consenso democratico: chi avverte che aiutare è bene e che uccidere è male, “deve” andare contro il consenso, quando il consenso è per l’uccidere.

*

La fede è il senso attivo dell’alterità? «Timor di Dio» vorrebbe dire solo questo: rendersi conto che c’è altro-Altro; avere il senso delle proporzioni reali; non fare di sé un assoluto, ab-solutus, sciolto da relazioni essenziali.

*

Religione significa relazione. Aulo Gellio scrive: «religentem esse oportet, religiosus ne fuas (cioè sis)» (Noctes atticae 4,9,1), come a dire che «per non essere religioso», cioè legato-sottomesso, bisogna essere di quelli che «fanno collegamenti, relazioni». Non amo affatto opporre religione a fede. Nel senso migliore, religione non è legame, ma collegamento, rapporto, come la fede. È espressione (imperfetta, ovviamente) della fede.

*

La fede nasce dal bisogno? Sì. Il bisogno è condizione di verità: il cibo per vivere, l’amore dei corpi e dei cuori, l’incarnazione della bellezza nell’arte, la sete di sapere che spinge l’ingegno alla scienza, il rovello del perché che tiene vivo il pensiero: tutti questi sono bisogni che fanno la dignità e la tensione umana, sono condizioni del limite umano e quindi del cammino umano verso una maggior vita. Il bisogno è stimolo e forza, premessa e promessa per interrogare la vita e ascoltarne le risposte. Non c’è luce di verità senza il parto doloroso entro il buio bisognoso. Come ogni parto, il vedere la luce, il venire alla luce deriva da “altri” fecondato da “altri”. Ma “altri” non esiste per me se io non ne soffro il bisogno. Tutto ciò che il neonato sa di sua madre è il bisogno che ne ha. Poi la conoscerà meglio, e le sorriderà. Il bisogno, come il dolore, dice la verità.

 

Enrico Peyretti

 Stampa Invia ad un amico Dai la tua opinione

 
 il foglio
 ::  presentazione
 ::  redazione
 ::  abbonamento
 ::  contatti
 ::  link
 :: archivio storico [parziale]

 avviso agli abbonati

Ci risulta che alcuni abbonati non ricevono a tempo debito, o non del tutto, la copia del nostro periodico. Ce ne scusiamo precisando che tale situazione non dipende da un nostro difetto bensì dal disservizio delle Poste.


 web partner

gli anni di carta

 Il Corriere di Tunisi

Aldo Bodrato

Enrico Peyretti

Delfino M. Rosso

 


 Numeri recenti
 :: 456 - P.G. Ferrero, parroco / 2 
 :: 455 - Pier Giorgio Ferrero, parroco / 1 
 :: 454 - Dopo la morte di alcuni preti operai 
 :: 454 - In margine alla viganeide 
 :: 452 - Gaudete et exsultate 
 :: 448 - Incontro a Roma della rete “Chiesa di tutti chiesa dei poveri” 
 :: 447 - Appunti ecclesiali 
 :: 446 - Don Milani ci scrive / 2 
 :: 445 - Don Milani ci scrive / 1 
 :: 445 - Assisi, 24-27 agosto 2017 
 :: 444 - Uno sguardo sulla religiosità ortodossa romena / 1 
 :: 443 - La fine del sovrannaturalismo 
 :: 441 - Paolo Ricca sui 500 anni dalla Riforma 
 :: 439 - La chiesa ai tempi di Francesco 
 :: 436 - Convegno a Bose sul vescovo di Torino 
 :: 428 - Dialogo con l'islàm / 7 
 :: 427 - VATILEAKS 2: VITA DA PRELATI 
 :: 424 - Un'enciclica che il potere vorrebbe far dimenticare 
 :: 417 - Nuovi modelli di parrocchia 
 :: 413 - Un tema conciliare dimenticato, tornato centrale 
 :: 412 - Donne e chiesa 
 :: 408 - Parola del vescovo di Roma 
 :: 408 - INADEGUATEZZE E AMBIGUITÀ DEL QUESTIONARIO 
 :: 406 - MARTINI GESUITA, BIBLISTA, VESCOVO 
 :: 405 - In Vaticano s'è accesa una luce 
 :: 401 - Presiedere nella carità 
 :: 400 - La rinuncia di Benedetto XVI 
 :: 398 - LE APPARIZIONI DI AQUERÓ A LOURDES 
 :: 396 - A 50 ANNI DALL’APERTURA DEL CONCILIO / 2 
 :: 396 - QUATTRO «RIBELLI PER AMORE DELLA VERITÀ» 
 :: 397 - La lettera del vescovo Nosiglia ai Rom e ai Sinti 
 :: 395 - IN MEMORIA DI PADRE CARLO MARIA MARTINI 
 :: 395 
 :: 392 - Che cosa sta cambiando nel cattolicesimo in Italia 
 :: 389 - ETTORE DE GIORGIS A 20 ANNI DALLA SCOMPARSA / 2 
 :: 388 - Ettore De Giorgis a 20 anni dalla scomparsa / 1 
 :: 387 - Ospitalità eucaristica 
 :: 386 - Memoria 
 :: 385 - Mons. Nosiglia alla Chiesa di Torino 
 :: 383 - Dal film di Moretti alla beatificazione di Wojtyla 
 :: 380 - Una lettera sincera e franca a Cesare Nosiglia, vescovo di Torino [versione integrale] 
 :: 379 - il foglio - FEBBRAIO 1971 – 2011 - Enrico Peyretti 
 :: 379 - il foglio - FEBBRAIO 1971 – 2011 - Aldo Bodrato 
 :: 377 - Sulla nomina dei vescovi 
 :: 375 - VALDESI E BENEDIZIONE DI COPPIE GAY 
 :: 370 - Sul convegno ecclesiale Firenze 2 
 :: 371 - Scandalo della pedofilia e vita delle chiese locali 
 :: 371 - Lettere 
 :: 372 - SINDONE, PRO E CONTRO 
 :: 369 - I GIOVANI E LA FEDE 
 :: 367 - A 50 anni dalla morte di don Primo Mazzolari 
 :: 367 - RESISTERE, PREGANDO E OPERANDO PER LA GIUSTIZIA 
 :: 362 - In ginocchio, in piedi, in cattedra 
 :: 359 - LA COMUNITÀ DEL VANDALINO 
 :: 356 - STRUTTURA COSTANTINIANA E VOCE DEL VANGELO 
 :: 355 - Riflessioni in vista del convegno dell’8 novembre 
 :: 353 - LA VENDETTA DI MONSIGNORE 
 :: 351 - Il ritorno di Monsignore 
 :: 344 - I parenti di Gesù / 2 
 :: 348 - INTERVENTO 
 :: 347 - IL MOTU PROPRIO DEL PAPA 
 :: 345 - COMUNICAZIONE E CRISTIANESIMO 
 :: 344 - DI CHI È LA CHIESA? 
 :: 343 - «UN PAOLO SARPI CONTEMPORANEO», SECONDO RUINI 
 :: 343 - I PARENTI DI GESÙ / 1 
 :: 338 - RADICI 
 :: 337 - CINQUE BREVI ARTICOLI SUL CREDERE/1 
 :: 336 - L’ARCIVESCOVO MICHELE PELLEGRINO, TRA OBLIO E RIMOZIONE 
 :: 334 - CHIESA PROFETICA O CHIESA DEL CULTO? 
 :: 328 - AGIOGRAFIA AL FEMMINILE 

copyright © 2005 il foglio - ideazione e realizzazione delfino maria rosso - powered by fullxml