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                    - se

 

al giornale

noi

intellettuali

non giocassimo

con le parole

la verità

che a volte

ci appare come

rivelata

e altre

relativa

potremmo

scendere in strada

per incontrarla

 

ma fuori piove

e noi siamo

di salute cagionevole -

 

dmr

 

 

Giuda, uno dei figli anziani di Giacobbe, pronto di mano e di lingua, ma soprattutto di leonesco vigore, era anche lui vecchio, ma usciva volentieri in strada ad incontrare la verità, quella appunto che in strada di solito s'incontra, anche senza saperlo, se si frequentano i crocicchi giusti. Gli accadde dunque di annoiarsi a discuterne con gli amici nel chiuso di quattro mura e, non avendo sotto mano figli che gli portassero notizie del vero e del bello che razzola libero per il mondo – due gli erano mancati per difetto di curiosità creativa e uno se lo teneva nascosto in casa per paura di perderlo –, scese lui a cercarlo o lo trovò nella persona di una bella vedova, che l'aspettava al varco, in attesa che adempisse con lei al suo dovere di suocero. Sì. perché la verità rivelata o relativa ha sempre a che fare con ciascuno di noi a tu per tu e con i nostri liberi impegni. Ci riguarda e chiede che anche noi ne abbiamo riguardo, se no si perde insieme con noi e con le nostre inadempienze, si perde con coloro che teniamo lontano per una qualsivoglia contingente paura o convenienza.

Ma non facciamola lunga. Giuda volle rendere incinta di sé la sua verità e la sua verità volle che lui di suo incinta la mettesse. Se no restavano ambedue senza frutto e il mondo sarebbe stato orfano del loro vero, destinato a tutti, come è d'ogni singolo vero universale destino. Giuda incontrò Tamar. La soddisfece a dovere e soddisfece sé stesso, almeno così ci è lecito presumere, essendo vecchio e acciaccato, ma non impotente, e Tamar gli generò quello che lui non aveva voluto generasse col figliolo nascosto per preservarlo dal rischio, che aveva ucciso gli onanistici fratelli.

Il mondo ci guadagnò e Giuda ci perse un poco la faccia, ma tesaurizzò due figli-nipoti. Tamar rischiò il rogo, ma alla fine col bastone e il sigillo del vecchio entrò nella genealogia del Santo.

Tutto per dirvi che di Giuda ne basta uno. Che di uscire in strada a cercare la mia verità l'ho fatto quanto basta e avanza e che sarebbe bene che ci pensaste anche voi a starvene sul già dato. Che di Santo ne basta uno a santificare l'universo e che tutto ciò spiega perché le prostitute ci precedono nel regno dei cieli. Le prostitute e le donne in genere, che prostitute non sono, ma sempre e solo compagne di verità e di vita, spesso bastonata, umiliata e offesa, abusata e abbandonata, quando non torturata e uccisa, come i poveri e gli stranieri, gli indifesi e gli ultimi, gli abortiti dal mondo e maledetti dagli ufficiali del cielo. Perché là costituiscono quella schiera di beati cercatori di verità, che accogliendoci ci renderanno beati.

La verità in sostanza è sempre relativa e prostituta in terra, relativa e prostituta in cielo e sempre Santa, sempre rivelata nell'incontro con l'altro e con l'altra e può essere perduta solo rifiutando l'incontro. In quest'ultimo caso, ma solo in quest'ultimo, non infrequente per altro, allora è l'inferno, tanto in cielo quanto in terra.

E non mi dite che sono bubbole escatologiche o fole nonnesche. Non lo garantisce solo Genesi 38, lo garantisce la cronaca di tutti i giorni e, a nome di ognuno di noi, lo garantisco io: firmandolo in calce.

avm

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